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Chi sono |
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Mi
occupo di bambini ormai da tempo. Ho iniziato come forse
succede a molte ragazze adolescenti ansiose di respirare un
po’ di indipendenza: facendo la babysitter. Ho “assistito”
pargoli più o meno piccoli andando a prenderli a scuola e
trascorrendo con loro le vacanze al mare, accompagnandoli
dal medico e servendo loro la colazione dopo una nottata di
incubi e vomito, gestendo l’ennesima influenza e cercando di
farli addormentare dopo pranzo, giocando con loro ed
inventando pomeriggi itineranti.
Dopo i
babysitteraggi, che ogni tanto ancora mi concedo, sono
arrivate le estati di animazione, un’esperienza di
insegnamento presso una scuola dell’infanzia e – last but
not least - le feste di compleanno, queste ultime vissute
quasi come una continuazione naturale delle attività
precedenti. È bastato qualche cartello strategicamente
posizionato vicino a casa per far partire il “business”:
penso che di quelle feste piacesse, oltre che il prezzo
competitivo, anche la “genuinità”, cioè il mix di casalingo
e pensato che ogni gioco proposto esprimeva.
Io e i due
amici coinvolti nell’attività ci divertivamo moltissimo!
Nel
frattempo un’altra amica ha aperto una scuola di danza, e le
mie feste – cui si è anche aggiunto un laboratorio creativo
per bambini della scuola dell’infanzia – sono
arrivate anche lì. Piacevano i temi, i giochi, gli inviti colorati e
i regalini da portare a casa. Piaceva l’atmosfera “sana” e
non troppo urlata che sempre ho cercato di riprodurre,
riservando per esempio all’apertura dei regali il giusto
tempo ed evitando abbuffate disordinate e scomposte di
patatine e focacce.
Con
“Civuoleunfiore” ho deciso di “mettere a sistema” tutto
questo, rendendo proposta operativa la mia concezione di
divertimento.
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Cosa mi piace |
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Svegliarmi di notte quando in casa tutte le luci sono
spente, il vino rosso servito nei calici, il cinema che
emoziona, l’odore di vernice, vedere i miei piedi attraverso
l’acqua del mare, la granella di pistacchi usata al posto
del formaggio grattugiato, le bolle di sapone, Mauro e i
progetti di vita che la sua presenza mi consente di fare, un complimento inatteso,
Alberto e la puntualità con cui è entrato nella mia vita, il
disordine che profuma di vita, l’acqua del rubinetto, la
fiducia corrisposta, riscoprirmi ignorante grazie alla
cultura degli altri, i libri che catturano, i soldi
guadagnati, la professionalità riconosciuta, la pasta con la
ricotta, la creatività dei bambini, camminare per arrivare
in ufficio, le maschere purificanti all’argilla bianca, il
riciclaggio che soddisfa gli occhi, le esperienze condivise
con le persone giuste, la competizione tra pari, l’aria che
si respira in Università, gli amici che non deludono,
andare in bicicletta in un viale alberato, pensare di non
avere più bisogno di esperienze sensazionali per essere
felice, il pupazzetto di Giulio Coniglio.
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Cosa non mi piace
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I
finti rapporti tra colleghi d’ufficio, la crema pasticcera
aromatizzata al limone, la ricchezza ostentata con
arroganza, prendere il pullman, le barbabietole, il consumismo irrispettoso,
l’odore delle catalogne, l’ordine anonimo, le pareti vuote,
le cucine squadrate, il mal d’auto e il sapore delle cicche
che dovrebbero farlo passare, accorgermi che spesso i soldi
fanno la differenza, i carciofi crudi, i dubbi che fanno
soffrire, le olive, il non essere capiti, la disorganizzazione, gli
amici che deludono, gli attacchi di panico.
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